‘BONDAGETTE’ COME... SCELTA DI VITA!



Salve e grazie a tutti coloro che leggeranno sino in fondo questa mia!

Sono molto contenta di questa possibilità nuova di essere presente in internet e di poter dare un contributo, anche piccolo, con consigli, esperienze vissute e, perché no, aiutando magari qualche Trav a muovere i primi passi nel fantastico mondo dell’ S/M e in particolare del “Bondage”!

Ho avuto modo di comprendere anni fa (1988), come la mia natura sessuale fosse assolutamente normale e “vissuta” in tutto il mondo occidentale in piena libertà.

Il fatto di vedere foto, leggere le esperienze di coetanei mi è servito a capire chi fossi realmente…

Spero in futuro di riuscire, con il mio piccolo ma costante contributo scritto, ad aiutare chi dovesse trovarsi in difficoltà circa le proprie tendenze sessuali!

Ah, dimenticavo… non mi sono ancora presentata: mi chiamo (e mi faccio chiamare) ‘Bondagette’!

Non sarà, magari, un ‘nickname’ originale ma quanto meno rende l’idea di cosa mi piace fare e di chi sono …

Ho una doppia personalità particolarmente spiccata: durante la settimana sono un giovane distinto, riservato, serio (credo insospettabile) … che, nei week-end, ama dare libero sfogo alla propria passione diventando una dolce e femminile “travgender” (va di moda dire così adesso), anche conosciuta con il termine italiano di travestita/o.

La parola “travestito” non ha mai incontrato il mio favore! Non rende giustizia all’animo delle dolci Trav che amano vivere il loro lato femminile più recondito…

E’ un termine, secondo me, negativo: coniato da una società che non sempre accetta questa natura dell’animo umano, liquidandola come una trasgressione…

“Travestito” sembra significare colui (lei) che si “traveste” per ingannare, circuire e/o fuorviare il maschio (o la femmina, dipende dai gusti)…

Invece, come ho già anticipato, è espressione della natura ambigua dell’amore!

Nella mia vita ho avuto modo di conoscere delle creature meravigliose, di una dolcezza infinita, con il desiderio di esprimere al massimo tutta la loro femminilità che, forse, per troppo tempo è rimasta celata…

Mi è capitato di incontrare durante le mie “scorribande” in discoteca (fatte naturalmente come “travgender”) ragazze o donne che esprimevano la loro meraviglia e curiosità per il nostro ambiente, colpite in particolare dal nostro modo a volte originale o ricercato di vestirci e truccarci…

Se in questo mondo ci fosse verso il prossimo più comprensione, amore, sensibilità, cultura, informazione corretta, sarebbe sicuramente un luogo migliore per tutti!

Personalmente non ho pregiudizi verso nessuno: ritengo che, quando un individuo esprima la propria indole in privato con un partner consenziente, con discrezione senza arrecare danno al prossimo, sia libero di vivere la propria sessualità!

La vita è una sola: dobbiamo avere il più possibile le idee chiare su ciò che siamo e di conseguenza cosa vogliamo diventare… Non possiamo respingere i nostri istinti a lungo: l’importante è vivere la propria natura con serenità…Triste sarebbe “svegliarsi” un giorno e accorgersi, troppo tardi, di non aver vissuto come avremmo voluto! Quindi: “Carpe Diem”!!!

Bene! Dopo queste premesse vorrei ora parlare di un’altra mia passione: il “BONDAGE”.

E’ un termine inglese che ha più significati: se guardate sul dizionario troverete che sta a significare schiavitù, servitù totale… ma viene anche inteso come l’arte di legare o legatura. Forse la parola è di origine francese.

E’ una pratica che mi ha sempre attratta moltissimo!! Il mio primo approccio con il bondage è stato quando ero bambino (o forse dovrei dire “bambina”…? scherzo!): rammento quando con i miei cuginetti giocavamo d’estate, finita la scuola, a guardie e ladri…

Puntualmente, chissà perché, volevo fare sempre il/la “ladro/a”… Il motivo è ovvio: sapevo che, una volta catturata, sarei stata interrogata ma soprattutto legata e imbavagliata!!

Avevo un cuginetto vispo e malizioso: ricorderò sempre come si divertì una volta a legare una bambina (vicina di casa) ad un albero, abbassarle la gonna e le mutandine, lasciandola poi strillare a lungo…! Che tipo mio cugino! Chissà, forse non sà di avere una natura S/M… è da un po’ di tempo che non lo vedo…

In seguito, durante l’adolescenza, non ebbi modo di approfondire questo mio “hobby” fino a quando raggiunta la maggiore età, conobbi casualmente in un’edicola le famose riviste del Brumatti, poi morte qualche anno fa ed ora in edicola col nome di ClubStories.

Miei cari che visione: scoprire di non essere l’unica al mondo ad avere certe fantasie morbose! Penso alla prima rivista; guardai con bramosia e avidità quel giornale provando delle emozioni forti, eccitandomi alla visione delle foto di bondage fino a raggiungere l’orgasmo!

Nonostante però il prezioso contributo di queste pubblicazioni, passò molto tempo prima che acquisissi piena coscienza di cosa volessi fare: non era facile per me “uscire dal guscio” per cercare di provare l’emozione di farmi legare/imbavagliare…

I miei primi passi furono prudenti, desideravo conoscere persone con le quali condividere questa mia passione ed ebbi modo di incontrare dei partner: inizialmente ci fu solamente un dialogo ed un’amicizia…

Dopo aver assodato per esempio che si trattava di un individuo dotato di sensibilità, coscienza, responsabilità, prudenza e buon senso feci le mie prime esperienze…

Devo ammetterlo: ho incontrato gente che provava comunque pudore, incertezza su quanto stava facendo!

Dovendomi definire, posso considerarmi una deliziosa “travgender” (trav) in privato, amante dell’abbigliamento femminile, romantico (amo il ‘look’ country, gonnellone hippy-patchwork, provenzale).

In particolare trovo eccitante vestirmi da cameriera sexy oppure da servetta-casalinga o contadinella…

Il grembiule è il simbolo della mia acquiescenza, disponibilità, femminilità! In poche parole sono, come usano dire gli inglesi, una “sissy maid” che ama essere posseduta anima e corpo per poi essere legata in posizioni bizzarre- originali, imbavagliata e…. il resto lo potete immaginare!

L’S/M che prediligo è particolarmente morbido (“soft”), raffinato, con un’impronta più cerebrale che fisica… Non amo la violenza, fustigazioni cruente, schiaffi, torture ai genitali o altro (vedi “pissing/shitting”, pratiche che deploro…).

Il partner (“schiava/schiavo”) lasciandosi legare Vi dimostra la propria devozione, fiducia che non deve essere disattesa, delusa…

E’ un vero e proprio atto d’amore!

Secondo me bisognerebbe usare la massima prudenza all’inizio, visto e considerato che è la prima volta che la vostra dolce metà si lascia “catturare” e si concede completamente…

L’importante è “negoziare” all’inizio ossia chiedere esattamente al/alla proprio/a compagno/a che cosa esattamente vorrebbe fare una volta che ci ha legato…

Il tutto, secondo me dovrebbe avvenire con responsabilità e secondo coscienza.

E’ importante anche stabilire (come faccio sempre io) un segnale convenuto, da utilizzare in caso di malessere: in questa circostanza il/la nostro/a Master/Mistress Bondage dovrebbe intervenire velocemente togliendoci prima il bavaglio per poi chiederci che problema abbiamo…, eventualmente se necessario procederà a scioglierci completamente. Personalmente mi è capitato di avere complicazioni tipo crampi, circolazione del sangue alle mani e raramente ansia…

Un consiglio: prima di farvi legare cercate di conoscere al meglio il vostro partner… Se saprete di essere in buone mani non avrete nulla da temere! All’inizio la legatura dovrebbe essere morbida: la prudenza non è mai troppa….

Il mio desiderio è quello di conoscere una ragazza o donna single, ospitale, seria, sensibile, femminile per relazione che sappia apprezzare la mia natura sessuale, desiderosa di intraprendere un viaggio assieme a me nel meraviglioso mondo S/M e del Bondage, per diventare la Sua dolce “schiava in amore”!

Se qualcuna fosse interessata può lasciare un messaggio indirizzato a me: Le risponderò appena possibile, grazie!

Amo in particolare il mio lato femminile: sarebbe molto bello che Lei, la mia Signora, si prendesse cura di me vestendomi e truccandomi a Suo piacimento… e legandomi/imbavagliandomi all’occorrenza! Ricambierei dolcemente servendola con amore in casa, cucinando e non solo...

Il tutto però, secondo me, dovrebbe avvenire come se si trattasse di un gioco S/M tra persone consenzienti…

Mi è capitato in passato (ma non solo: basta visitare un qualsiasi sito S/M per leggere il tenore di alcuni annunci di Master/Mistress) di conoscere donne e uomini che parlavano con toni esageratamente superlativi…, tipo “Divina”, oppure “Dea”, “Regina”, “Conte”, “Sir…” etc…: trovo che abbiano preso troppo sul serio il loro ruolo, dimenticandosi che alla fine si tratta solo ed esclusivamente di un GIOCO INTRIGANTE!

Tengo a precisare che la “Schiavitù” ufficialmente non esiste: è stata abolita da tempo… Ciò che noi pensiamo sia schiavitù non assomiglia che in minima parte a quello che ha rappresentato in passato…

Il termine era spesso associato a violenza, crudeltà, violazione dei diritti umani, torture serie, sfruttamento, condizioni e aspettative di vita indescrivibili che a volte portavano a morte prematura…!

Quindi cerchiamo di ridimensionare il nostro linguaggio e comportamento: eviteremo così di renderci a volte ridicoli agli occhi delle persone!

Devo fare anche un’altra osservazione: ho notato come alcuni considerino l’S/M come una pratica dove il partner sottomesso sia da picchiare, prendendolo a frustate (con gatto a nove code), schiaffi, calci oppure facendo altre pratiche cruente!

In verità, secondo me, può essere vissuto in tanti modi diversi: cerebrale, fisico, feticistico, “soft/hard”, etc… E’ un gioco sottile da reinventare ogni giorno dove non c’è niente di scritto e prestabilito ma presenta un’infinità di sfaccettature che non si presta ad un’interpretazione unica… Chi pensa di sapere o di praticare il vero S/M è un/a presuntuoso/a…

Ogni persona è un mondo a sé da scoprire giorno per giorno e questo individuo può avere una visione completamente differente dalla nostra: quindi ognuno di noi è il/la benvenuto/a, contribuendo con le proprie idee e fantasie ad arricchire il già vasto mondo sadomaso.

Spero di avere incontrato il Vostro favore ed interesse con questa mia lunga presentazione, augurandomi di non averVi annoiato…, e se ciò fosse accaduto Vi chiedo scusa.

Avrete certamente visto, nella mia sezione, una serie di foto a tema di bondage: mi sono state fatte grazie alla preziosa collaborazione di un amico che mi ha legato ed imbavagliato e anche … fotografato.

Spero siano di Vostro gradimento…

Questo vuole essere solo un assaggio: mi vedrete in altre foto intriganti nei prossimi mesi!

Tutto questo perché vogliamo che anche in Italia possa prendere piede (così come accade già da molti anni in U.S.A. e Regno Unito) il Bondage applicato al mondo Trans/Trav!

Personalmente ho visitato alcuni siti a tema molto interessanti con moltissime foto e resoconti.

Il mio sogno è di creare un futuro una comunità di trans/trav e simpatizzanti dove potersi incontrare per praticare Bondage in tutta sicurezza e complicità… Sarebbe bellissimo!

Bene: Vi ringrazio per avermi fatto compagnia fino ad ora e mi auguro di aver contribuito, con le mie modeste idee, a fare un po’ di luce in questo nostro ambiente… Vorrei solo chiedere un favore ai Padroni/e che in questo momento stanno leggendo questa mia pagina: di fronte ad un’aspirante ‘slave’ cercate di essere il più possibile comprensivi/e, umani/e, sensibili e perché no gentili…

E’ segno di superiorità, intelligenza!

A volte ho sentito di Padrone/i insensibili ad ascoltare il carattere, l’orientamento sessuale del partner: ciò potrebbe portare ad un cattivo inizio…

Bisogna sempre pensare a costruire delle solide basi per il nostro rapporto S/M e se non conosciamo le aspettative, i timori della nostra dolce metà non possiamo aspettarci nulla di buono per il futuro…

Vi ringrazio umilmente per avermi ascoltata e Vi attendo numerosi/e prossimamente per un nuovo appuntamento in questa rubrica dei racconti di Bondagette.

Un dolce bacio a Voi tutti/e e…

a presto!!




'Vera,


 

 

   

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